Ammetto che il senso mi sfugge. Sono il primo a non capire in pieno il perchè di un blog. Potrebbe essere un possibile punto di partenza, forse. Un piccolo angolo dove poter riordinare idee, pensieri, filmati vecchi e nuovi, accurate distorsioni letali, letture e scritture extraterrestri, punti di fuga senza orizzonte. Dove poter gettare bottiglie piene di foglietti colorati che inevitabilmente annegheranno o verranno raccolte da altri esseri sottomarini, contatti effimeri e potenzialmente rischiosi. Forse, solo un piccolo pretesto per allontanarsi di poco dal grande vuoto syderale che ci appartiene in quanto terrestri. Forse, l'ennesimo modo di piangersi addosso, raccontarsi, scoprirsi, più che altro a se stessi, come se ci fosse bisogno di un blog per fare questo.E barbabietole azzurre non vuole partire da questi presupposti, non solo almeno. Nasce sì come un possibile punto di fuga umano, come piccolo vuoto personale da riempire con colori ricordi e impressioni, ma senza la stessa umiltà. Questo piccolo buco nero piuttosto ambizioso non si accontenta di fungere da semplice diario on-line ma vorrebbe svilupparsi nella più completa libertà, di forma, di contenuto, di ambizioni, e,possibilmente, di (più) teste. Un blog può essere un mezzo, certo di minuscole dimensioni e confondibile con troppi altri, ma un piccolo modo per cominciare a dimostrare qualcosa, se vogliamo, e per concretizzarlo proprio CON le parole (la contraddizione è solo in termini). L'idea parte così, molto confusa e per di più utopica, con l'ambizione di potersi presto articolare, che so, in una proto-webzine generica a più teste pensanti (e qui mi rivolgo, almeno per quest'abbrivio temporaneo, a voi che state leggendo ora, fratello j mascis, thruston moore, harlock, zuzzu, h annozero, flavione palahniuk e insomma chiunque altro sia a conoscenza delle barbabietole azzurre in quanto tali). Questa è un'ipotesi, ad esempio..Non è il posto adatto? E anche se fosse,che importa? Siamo solo noi che possiamo renderlo tale. Che so, si può creare una rete di blog uniti, che rispetti le diverse individualità ma tenti comunque di raggiungere un obbiettivo identico, una resistenza di immagini, parole e di lì azioni. Non so, io penso che le ipotesi siano varie e basti trovarle, credo che qualsiasi cosa fatta con sincerità e dedizione sia, nel suo piccolo, anche un gesto di politica, nel suo senso vero e più profondo.E porca miseria,se ne abbiamo bisogno.. Forse, è proprio partendo dal nulla e giocando d'imprevedibilità che si può ancora disordinare positivamente qualcosa.
Non so se dopo questo ci saranno altri post su questo blog, nè so che piega prenderà, se ne prenderà una. Possibile che diventi davvero un semplice diario o che si risolva nel solito, meno che muto, buco nell'acqua. Possibile che ci si renda presto conto di non avere nè voglia e tempo nè idee e cose da dire. Come se non lo sapessimo già. Come se queste fossero ragioni sufficienti. E' solo una proposta, che butto a voi oltre che a me. Comunque vada, sarei contento se la cosa non si fermasse prima d'iniziare a camminare.
Because without crybabies, there would be no crybaby in the world.
Questo messaggio è stato visibilmente scritto sotto acido.
6 Comments:
Tentiamo l'allunaggio fiduciosi.
La rivoluzione oltre il cielo verde acido.
Le barbabietole azzurre e gli alieni come ortaggi troppo cresciuti.
Solo una briciola di più.
[georg pàl che polverizzò il senatore mccarthy]
Ammetto che il senso mi sfugge.
Sono il primo a non capire in pieno il perchè di un blog.
Potrebbe essere un possibile punto di partenza, forse.
Un piccolo angolo dove poter riordinare idee, pensieri, filmati vecchi e nuovi, accurate distorsioni letali, letture e scritture extraterrestri, punti di fuga senza orizzonte. Dove poter gettare bottiglie piene di foglietti colorati che inevitabilmente annegheranno o verranno raccolte da altri esseri sottomarini, contatti effimeri e potenzialmente rischiosi.
Forse, solo un piccolo pretesto per allontanarsi di poco dal grande vuoto syderale che ci appartiene in quanto terrestri.
Forse, l'ennesimo modo di piangersi addosso, raccontarsi, scoprirsi, più che altro a se stessi, come se ci fosse bisogno di un blog per fare questo.E barbabietole azzurre non vuole partire da questi presupposti, non solo almeno.
Nasce sì come un possibile punto di fuga umano, come piccolo vuoto personale da riempire con colori ricordi e impressioni, ma senza la stessa umiltà. Questo piccolo buco nero piuttosto ambizioso non si accontenta di fungere da semplice diario on-line ma vorrebbe svilupparsi nella più completa libertà, di forma, di contenuto, di ambizioni, e,possibilmente, di (più) teste.
Un blog può essere un mezzo, certo di minuscole dimensioni e confondibile con troppi altri, ma un piccolo modo per cominciare a dimostrare qualcosa, se vogliamo, e per concretizzarlo proprio CON le parole (la contraddizione è solo in termini).
L'idea parte così, molto confusa e per di più utopica, con l'ambizione di potersi presto articolare, che so, in una proto-webzine generica a più teste pensanti (e qui mi rivolgo, almeno per quest'abbrivio temporaneo, a voi che state leggendo ora, fratello j mascis, thruston moore, harlock, zuzzu, h annozero, flavione palahniuk e insomma chiunque altro sia a conoscenza delle barbabietole azzurre in quanto tali). Questa è un'ipotesi, ad esempio..Non è il posto adatto? E anche se fosse,che importa? Siamo solo noi che possiamo renderlo tale. Che so, si può creare una rete di blog uniti, che rispetti le diverse individualità ma tenti comunque di raggiungere un obbiettivo identico, una resistenza di immagini, parole e di lì azioni. Non so, io penso che le ipotesi siano varie e basti trovarle, credo che qualsiasi cosa fatta con sincerità e dedizione sia, nel suo piccolo, anche un gesto di politica, nel suo senso vero e più profondo.E porca miseria,se ne abbiamo bisogno..
Forse, è proprio partendo dal nulla e giocando d'imprevedibilità che si può ancora disordinare positivamente qualcosa.
Non so se dopo questo ci saranno altri post su questo blog, nè so che piega prenderà, se ne prenderà una. Possibile che diventi davvero un semplice diario o che si risolva nel solito, meno che muto, buco nell'acqua. Possibile che ci si renda presto conto di non avere nè voglia e tempo nè idee e cose da dire. Come se non lo sapessimo già. Come se queste fossero ragioni sufficienti. E' solo una proposta, che butto a voi oltre che a me. Comunque vada, sarei contento se la cosa non si fermasse prima d'iniziare a camminare.
Because without crybabies, there would be no crybaby in the world.
Questo messaggio è stato visibilmente scritto sotto acido.
[georg pàl che colorò il futuro]
crybaby
un buon titolo per un buon disco
Come capita capita.
Proviamo e qualcosa si materializzerà.
W la disorganizzazione universale
e i gas sotterranei
Didn't didn't we deserve the look you really are?
[georg pàl che colorò il futuro per poi pentirsene]
l'intervista agli offlaga andrà a gennaio....sarà la chiusura di lankelot...a te georg pal, la parola fine...
gennaio, cavoli..
non pensavo così tardi..
ma niente finisce davvero
prima o poi ritorna..
in qualche modo..
barbabietole.
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