è da molto che leggo pochissimo, con sempre più fatica a terminare libri cominciati e poi ripresi e di nuovo risputati e riposati sullo scaffale ad impolverare finchè al giro successivo il dubbio se riprenderlo dal punto interrotto o ricominciarlo da capo paralizza la decisione e la rimanda pressochè all'infinito, ma parecchio incuriosito in questi ultimi giorni dalla figura di truman capote (grazie anche al recente e interessante speciale che trovate su http://www.spietati.it/speciali/truman/truman.html, realizzato in vista del biopic sullo scrittore, appena uscito acneh in italia e interpretato dal philip seymour hoffman di magnolia, happiness, il grande lebowski, la 25a ora...) e subito recuperato tutto il leggibile in biblioteca, ho cominciato immediatamente a divorare senza tentennamenti il suo primo romanzo, altre voci altre stanze, del '48, rimanendone affascinato, incantato, e intenzionato a leggere anche tutto il resto, compreso quell'a sangue freddo che un ragazzo un giorno avrebbe scelto dallo scaffale di una biblioteca di queste parti, assieme ad altri due libri, a sangue freddo, libro che il ragazzo non avrebbe mai potuto finire di leggere prima che qualcuno gli tagliasse la vita la lingua e gli occhi dandoli in pasto ad un gatto, quel titolo di libro chissà perchè scambiato inconsciamente per quello di uno stupido thriller americano dei nostri dì, magari spionistico..leggerò anche quello..
ho dato un'occhiata al sito di massimo fini www.movimentozero.it e al suo 'manifesto dell'antimodernità', che dimolto pasoliniano e su alcune cose indubbiamente condivisibile, a me sembra di una superficialità e di un semplicismo disarmanti, se non addirittura qualunquista (indicativo che al movimento aderiscano neofascisti come pseudo anarchici come post comunisti), e pure nazionalista: due in particolare, i punti che sembrano seguire questa linea e che, va da sè, sono proprio quelli che considero i più pericolosi (e fraintendibili): uno il dire no non alla globalizzazione oltre che ovviamente di merci e capitali 'di uomini', il che più che all' omologazione delle masse mi fa sinceramente pensare (e il seguito neofascista conferma questa mia convinzione) proprio a un netto rifiuto del melting pot e anche di una probabile 'globalizzazione' rispettosa delle culture e degli individui, affrancata quindi da governanti e multinazionali (critica perciò la g. non solo sotto il segno del profitto, ma anche di un ideale progresso equo e solidale) e di lì l'idea delle piccole patrie, l' autodeterminazione dei popoli ecc. forse perchè privo di coordinate culturali, è un movimento condivisibile da estrema destra come da sinistra..e la cosa a me dà personalmente un po'i brividi..
il problema è considerare massimo fini vicino a noi...quando invece è semplicemente un uomo di una destra liberal conservatrice...martirizzato per non avere potuto lavorare in rai...che ha posizioni scomode solo perché in Italia non circola niente di meglio...le sue posizioni sulla globalizzazione sono molto simili a quelle di Franco Cardini, uno storico, che crtica da destra la globalizzazione per esempio ha delle posizioni sul mondo arabo, molto più aperte di molta gente di sinistra. quando si parla di aprtura, di "meltin pot2 a me lì vengono i brividi, perché mi sembra sempre che noi occidentali scegliamo sempre la via più giusta, come se l'incontro venga sempre dettato secondo le nostre condizioni. incontro vuol dire rinunciare a qualcosa oppure no? se sì, a cosa rinunceremmo. le multinazionali sono solo la modernità dello sfruttamento, che da secoli esiste sempre. c'era Roma, c'è la Microsoft, che apparentemente portano concordia ma in verità occupano, fanno profitto e poi tabula rasa,se la situazione peggiora. a me fa paura l'occidente che anche se velato di buoni sentimenti, rivoluzionari quanto si voglia, distrugge sempre e comunque. l'autodeterminazione o l'autogoverno? non sarebbe male una federazione di libere comunità in territori liberati che si associano fra loro e poi si sciolgono quando le condizioni non sono più proponibili... ci vorrebbero più a sangue freddo in giro per le strade...
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è da molto che leggo pochissimo, con sempre più fatica a terminare libri cominciati e poi ripresi e di nuovo risputati e riposati sullo scaffale ad impolverare finchè al giro successivo il dubbio se riprenderlo dal punto interrotto o ricominciarlo da capo paralizza la decisione e la rimanda pressochè all'infinito, ma parecchio incuriosito in questi ultimi giorni dalla figura di truman capote (grazie anche al recente e interessante speciale che trovate su http://www.spietati.it/speciali/truman/truman.html, realizzato in vista del biopic sullo scrittore, appena uscito acneh in italia e interpretato dal philip seymour hoffman di magnolia, happiness, il grande lebowski, la 25a ora...) e subito recuperato tutto il leggibile in biblioteca, ho cominciato immediatamente a divorare senza tentennamenti il suo primo romanzo, altre voci altre stanze, del '48, rimanendone affascinato, incantato, e intenzionato a leggere anche tutto il resto, compreso quell'a sangue freddo che un ragazzo un giorno avrebbe scelto dallo scaffale di una biblioteca di queste parti, assieme ad altri due libri, a sangue freddo, libro che il ragazzo non avrebbe mai potuto finire di leggere prima che qualcuno gli tagliasse la vita la lingua e gli occhi dandoli in pasto ad un gatto, quel titolo di libro chissà perchè scambiato inconsciamente per quello di uno stupido thriller americano dei nostri dì, magari spionistico..leggerò anche quello..
ho dato un'occhiata al sito di massimo fini www.movimentozero.it e al suo 'manifesto dell'antimodernità', che dimolto pasoliniano e su alcune cose indubbiamente condivisibile, a me sembra di una superficialità e di un semplicismo disarmanti, se non addirittura qualunquista (indicativo che al movimento aderiscano neofascisti come pseudo anarchici come post comunisti), e pure nazionalista: due in particolare, i punti che sembrano seguire questa linea e che, va da sè, sono proprio quelli che considero i più pericolosi (e fraintendibili): uno il dire no non alla globalizzazione oltre che ovviamente di merci e capitali 'di uomini', il che più che all' omologazione delle masse mi fa sinceramente pensare (e il seguito neofascista conferma questa mia convinzione) proprio a un netto rifiuto del melting pot e anche di una probabile 'globalizzazione' rispettosa delle culture e degli individui, affrancata quindi da governanti e multinazionali (critica perciò la g. non solo sotto il segno del profitto, ma anche di un ideale progresso equo e solidale) e di lì l'idea delle piccole patrie, l' autodeterminazione dei popoli ecc. forse perchè privo di coordinate culturali, è un movimento condivisibile da estrema destra come da sinistra..e la cosa a me dà personalmente un po'i brividi..
più calderoli trinciati vivi
torno ad ascoltare i pixies e a leggere capote.
il problema è considerare massimo fini vicino a noi...quando invece è semplicemente un uomo di una destra liberal conservatrice...martirizzato per non avere potuto lavorare in rai...che ha posizioni scomode solo perché in Italia non circola niente di meglio...le sue posizioni sulla globalizzazione sono molto simili a quelle di Franco Cardini, uno storico, che crtica da destra la globalizzazione per esempio ha delle posizioni sul mondo arabo, molto più aperte di molta gente di sinistra. quando si parla di aprtura, di "meltin pot2 a me lì vengono i brividi, perché mi sembra sempre che noi occidentali scegliamo sempre la via più giusta, come se l'incontro venga sempre dettato secondo le nostre condizioni. incontro vuol dire rinunciare a qualcosa oppure no? se sì, a cosa rinunceremmo. le multinazionali sono solo la modernità dello sfruttamento, che da secoli esiste sempre. c'era Roma, c'è la Microsoft, che apparentemente portano concordia ma in verità occupano, fanno profitto e poi tabula rasa,se la situazione peggiora. a me fa paura l'occidente che anche se velato di buoni sentimenti, rivoluzionari quanto si voglia, distrugge sempre e comunque. l'autodeterminazione o l'autogoverno? non sarebbe male una federazione di libere comunità in territori liberati che si associano fra loro e poi si sciolgono quando le condizioni non sono più proponibili...
ci vorrebbero più a sangue freddo in giro per le strade...
capito...come il concetto di 'esportare la democrazia' con la guerra..
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