ieri sera ho visto questo bel film, teso, intenso, secco e sì, per molti aspetti alieno. lo consiglio molto, in particolare ad harlock, che con i suoi commenti dà vita a queste barbabietole di salvataggio. e te lo consiglio anche solo perchè tommy lee jones detesta, come te, il western sergioleonemorriconiano e dice di avere nel cuore solo ford, peckinpah e hellman, nomi tra l'altro tirati in ballo nelle recensioni di 3 burials, assieme al solito spettro eastwoodiano.. però a me sembra superi in qualche modo il semplice filone western (e lo dico senza voler offendere il genere, da ignorante in materia, nel senso che dei codici del genere ho sempre colto solo l'apparente o meno manicheismo e le caratteristiche estetiche più macroscopiche, dato che ne ho visti davvero pochi, tra cui appunto quelli di leone)perchè a parte le ambientazioni e un classico tema western come l'amicizia virile, a me pare semplicemente un dramma, sempre e comunque moderno, di due individui come tanti, dramma che tratta di giustizia, lealtà e perdono con una moralità di fondo e una cura della psicologia dei personaggi davvero commoventi. un film in cui molte cose suonano strane, surreali, fuori posto, come i paesaggi impossibili,allucinanti, quasi da film di fantascienza: a volte sembra davvero di stare su venere o mercurio, quando i due cavalcano le alte scogliere rosse e frastagliate o quando la guardia assassina (che paradossalmente diventa prigioniero, un barry pepper strepitoso) tenta di scappare, in un deserto quasi sahariano, di sola sabbia, e correndo incontra grossi fiori gialli, all'improvviso, girasoli sorti dal niente, che sempre più fitti e numerosi si aprono infine su un prato. particolari surreali, assurdi, come il fatto che l'inquadratura riprende tutte le volte che può il cadavere putrefatto dell'amico, spesso con primi piani feroci e quasi da film horror, tipo quando le formiche gli stanno mangiando il volto; e la mdp non indugia mai, persevera sfrontata a riprenderlo: e secondo me non lo fa per spettacolarizzare la morte, ma per far capire che l'amicizia di tommy lee per melquiades è rimasta e rimarrà inalterata e quello, nel bene e nel male, rimane sempre il corpo del suo amico, pur putrefatto che sia. o cose surreali come certi dialoghi secchissimi ma non meno significativi, certe scene spassose che si descrivono da sè, come un gruppo di messicani in mezzo al deserto che guarda una telenovela con una piccola tv attaccata alla batteria dell'auto, un paio di cose perfino grottesche, la 'gran puttana' del bar, un altro personaggio intenso, il pullman con su scritto all aboard america, le infradito di barry pepper, e in generale (aiutata anche dalla colonna sonora, poco catalogabile) l'atmosfera anacronistica seppur ai giorni nostri, che mischia atavico e moderno, marziano e ottocentesco, o quello che forse è il personaggio più straziante di tutti: il vecchio cieco che i due incontrano sul tragitto verso il fine (la fine) immaginario(a), o il sentirsi descrivere il miglior amico morto come 'un bravo messicano'..tanti di questi dettagli sparsi lungo la bella sceneggiatura di arriaga, semplice seppur a zig zag, onesta e schietta come tutto il film, che non vuole raccontare di grandi imprese ma solo di uomini nè più meno nè meno umani di altri, perchè se si sa che i cattivi in quanto tali non esistono, è cmq difficile dimostrare di seguire questa certezza nella realtà, nella propria vita. le tre sepolture di melquiades estrada è un film duro, malinconico, assomiglia quasi a una di quelle riflessioni amare che si fanno da sbronzi, e in questo significativo e stupendo è il carrello frontale che precede tommy lee all'uscita dall'osteria messicana, ubriaco, disperato, solo (perchè in sola compagnia dell'assassino dell'amico, sorta di figliastro che espierà riconoscente la sua colpa di bianco, di assassino), barcollante e senza un posto dove andare...fino al finale, in cui è scoperchiata la finzione della vicenda (ma sia chiaro, non dell'amicizia) e con sè la finzione (o comunque il ben misero tentativo di rincorrere la realtà-) del cinema stesso. e nonostante ciò, la voglia di crederci ancora. finale limpido e consapevole, in quanto vivo.
il deserto polveroso ringrazia per la recensione....già l'immagine scelta rende l'idea di una desolazione che non è solo fisica...l'internazionale situazionista non si è sciolta....ma vive dietro la naftalina...un po' più...fra gli spartiti e gli appendiabiti arrugginiti...all'1 e 15 su Rai3 danno un film della Campion su Janet Frame.....se sei in ascolto, prova a registrarlo...l'SoS è affogato...
purtroppo il film me lo sono perso, ma se non sbaglio tengono una copia del dvd nel giallo edificio lindo e computerizzato che ha sostituito la casa dei fantasmi in cima alla collina, per cui penso di recuperarlo presto. ci sono alcune cose interessanti, anche se il più è in prestito e sono mesi che non torna sullo scaffale. ma anche nella biblioteca di lecco, da qualche tempo, c'è un settore dvd fornitissimo..ti consiglio di passare, cosmonauta machnovista.. segnalo anche il trailer originale delle tre sepolture, per farsi un'idea: www.sonyclassics.com/threeburials/ e sconsiglio quello italiano che come al solito piuttosto ingannevole lascia pensare si tratti di un horror..
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ieri sera ho visto questo bel film, teso, intenso, secco e sì, per molti aspetti alieno. lo consiglio molto, in particolare ad harlock, che con i suoi commenti dà vita a queste barbabietole di salvataggio. e te lo consiglio anche solo perchè tommy lee jones detesta, come te, il western sergioleonemorriconiano e dice di avere nel cuore solo ford, peckinpah e hellman, nomi tra l'altro tirati in ballo nelle recensioni di 3 burials, assieme al solito spettro eastwoodiano.. però a me sembra superi in qualche modo il semplice filone western (e lo dico senza voler offendere il genere, da ignorante in materia, nel senso che dei codici del genere ho sempre colto solo l'apparente o meno manicheismo e le caratteristiche estetiche più macroscopiche, dato che ne ho visti davvero pochi, tra cui appunto quelli di leone)perchè a parte le ambientazioni e un classico tema western come l'amicizia virile, a me pare semplicemente un dramma, sempre e comunque moderno, di due individui come tanti, dramma che tratta di giustizia, lealtà e perdono con una moralità di fondo e una cura della psicologia dei personaggi davvero commoventi. un film in cui molte cose suonano strane, surreali, fuori posto, come i paesaggi impossibili,allucinanti, quasi da film di fantascienza: a volte sembra davvero di stare su venere o mercurio, quando i due cavalcano le alte scogliere rosse e frastagliate o quando la guardia assassina (che paradossalmente diventa prigioniero, un barry pepper strepitoso) tenta di scappare, in un deserto quasi sahariano, di sola sabbia, e correndo incontra grossi fiori gialli, all'improvviso, girasoli sorti dal niente, che sempre più fitti e numerosi si aprono infine su un prato. particolari surreali, assurdi, come il fatto che l'inquadratura riprende tutte le volte che può il cadavere putrefatto dell'amico, spesso con primi piani feroci e quasi da film horror, tipo quando le formiche gli stanno mangiando il volto; e la mdp non indugia mai, persevera sfrontata a riprenderlo: e secondo me non lo fa per spettacolarizzare la morte, ma per far capire che l'amicizia di tommy lee per melquiades è rimasta e rimarrà inalterata e quello, nel bene e nel male, rimane sempre il corpo del suo amico, pur putrefatto che sia. o cose surreali come certi dialoghi secchissimi ma non meno significativi, certe scene spassose che si descrivono da sè, come un gruppo di messicani in mezzo al deserto che guarda una telenovela con una piccola tv attaccata alla batteria dell'auto, un paio di cose perfino grottesche, la 'gran puttana' del bar, un altro personaggio intenso, il pullman con su scritto all aboard america, le infradito di barry pepper, e in generale (aiutata anche dalla colonna sonora, poco catalogabile) l'atmosfera anacronistica seppur ai giorni nostri, che mischia atavico e moderno, marziano e ottocentesco, o quello che forse è il personaggio più straziante di tutti: il vecchio cieco che i due incontrano sul tragitto verso il fine (la fine) immaginario(a), o il sentirsi descrivere il miglior amico morto come 'un bravo messicano'..tanti di questi dettagli sparsi lungo la bella sceneggiatura di arriaga, semplice seppur a zig zag, onesta e schietta come tutto il film, che non vuole raccontare di grandi imprese ma solo di uomini nè più meno nè meno umani di altri, perchè se si sa che i cattivi in quanto tali non esistono, è cmq difficile dimostrare di seguire questa certezza nella realtà, nella propria vita. le tre sepolture di melquiades estrada è un film duro, malinconico, assomiglia quasi a una di quelle riflessioni amare che si fanno da sbronzi, e in questo significativo e stupendo è il carrello frontale che precede tommy lee all'uscita dall'osteria messicana, ubriaco, disperato, solo (perchè in sola compagnia dell'assassino dell'amico, sorta di figliastro che espierà riconoscente la sua colpa di bianco, di assassino), barcollante e senza un posto dove andare...fino al finale, in cui è scoperchiata la finzione della vicenda (ma sia chiaro, non dell'amicizia) e con sè la finzione (o comunque il ben misero tentativo di rincorrere la realtà-) del cinema stesso. e nonostante ciò, la voglia di crederci ancora. finale limpido e consapevole, in quanto vivo.
il deserto polveroso ringrazia per la recensione....già l'immagine scelta rende l'idea di una desolazione che non è solo fisica...l'internazionale situazionista non si è sciolta....ma vive dietro la naftalina...un po' più...fra gli spartiti e gli appendiabiti arrugginiti...all'1 e 15 su Rai3 danno un film della Campion su Janet Frame.....se sei in ascolto, prova a registrarlo...l'SoS è affogato...
purtroppo il film me lo sono perso, ma se non sbaglio tengono una copia del dvd nel giallo edificio lindo e computerizzato che ha sostituito la casa dei fantasmi in cima alla collina, per cui penso di recuperarlo presto. ci sono alcune cose interessanti, anche se il più è in prestito e sono mesi che non torna sullo scaffale. ma anche nella biblioteca di lecco, da qualche tempo, c'è un settore dvd fornitissimo..ti consiglio di passare, cosmonauta machnovista..
segnalo anche il trailer originale delle tre sepolture, per farsi un'idea: www.sonyclassics.com/threeburials/
e sconsiglio quello italiano che come al solito piuttosto ingannevole lascia pensare si tratti di un horror..
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